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日志


"Battaglia Persa"

 

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_____________Battaglia Persa_____________

Sei troppo pieno di te per contenere anche me,
c`ho gravida l`essenza pur della tua assenza.
Sei sciorinìo volubile di mille bandiere al vento,
nèmbifero presagio di vile tradimento.
Sei femminìn capriccio che non t`ingentilisce,
coriandolo allegorico che il feretro schernisce.
Sei paravento inutile, la parodia d`un uomo,
vàcuo sciupìo verboso caro il mio "Crisostòmo".
Stupida io sono stata a non dare peso al fremito,
che la pignatta vuota da pel rumor discredito.
Pria ch`io ci ricaschi e triboli, mi costruirò una fròmbola,
mirando sull`acchito il tiro, che dovrà far carambola
tra testa e cuore, poi ancora viceversa...
di chi pur senza sostanza, avrà l`ardire d`una battaglia persa.


eve
(testo di evelina©)

 

 

Note:

* Crisòstomo: epiteto con cui venivano designati gli oratori particolarmente facondi
(G.Crisostomo che in  greco significa "bocca d'oro" - Santo,  ben noto per la sua  eloquenza)
* Fròmbola : fionda
* Acchito : La posizione del pallino nel gioco del biliardo - ma anche "Di primo acchito"

"Conti" che non tornano

 
 
Gustav klimt-The Idyll -1884
 
 
 
"C`è un computo anagrafico che quadra raramente,
tra maschia progenie, censita inizialmente...
al reso che non torna il dì d`estrema unzione,
degli Uomini di fatto  pè onor di convinzione."
 
 
 
eve
(testo di evelina ©)
 
 

SottoSopra

 
 
SottoSopra
 
 
 Ma tu lo senti questo vento caldo
che gonfia il cuore e lo spinge in alto
come un papavero, rosso e capovolto
che par somigli ad una mongolfiera...
Lo so che fuori nevica,
ma allor cos`è quel cicaleggio brado
che s`ode con l`oro delle messi
e ch`or riecheggia nel ciel della mia stanza,
mentre ti penso e ancora ci ripenso...
No, non m`importa comprender la cagione,
sarà soltanto una stagione capovolta,
che lascia alla ragione il computo del tempo
e al cuore un bianco fiore, sbocciato tra le nuvole.
Sorrido estatica al solstiziale anticipo
e pigramente adeguo  la clessidra rovesciandola...
Pur sottosopra, c`è tutta la mia vita in un sospiro.
 
 
 
eve
(testo di evelina ©)
  
 

L'As-Saggio

 
Buone Feste
 
 
Non si può esser saggi in vita,
con  ancor lo stomaco a digiuno
e affamati pure i sentimenti...
Finchè la carne duole crocifissa
pel chiodo malato d`un pensiero affisso,
non basterà il vino dei saggiuoli
nè gli alti culmi di florida saggina,
per rimpinzar dell'anima le bocche
e alar calighe pei nostri passi scalzi.
 
 
eve
(testo di evelina ©)
  
 

"Un Fiore all'occhiello"

 
 
Vis à Vis 2
 
 
 
Immaginate un bianco fiore, candido e fiero d'esserlo
tingersi di rosso e sanguinar del suo dolore,
perchè un anticipato inverno l'ha colpito al cuore.
Quanto male può l'incomprensione
e quanto più ne reca seco quel che frainteso,
vien poi mutato in "verità " fasulla,
viziata dalla presunzione financo il divenir calunnia.
Poco è quel ch'ei può contro la viltà dell'arroganza,
contro la miseria di chi pur d'una poesia
ne teme i suoni, i colori e le parole...
Immaginate un bianco fiore, candido e fiero d'esserlo
far nello stesso fascio, malerba molesta assieme alla gramigna...
Stolta è quella falce che tra il bene e il male
censura in un sol colpo pur la differenza !
Questo è l'errore che fa inver paura e non le parole
di chi del proprio cuore si fa garbato messo,
ch'ornato tien l'occhiello col bianco puro e semplice d'un fiore.
 
 
 
eve
(testo di evelina ©)
 

 

" A saperlo "

 
 
 
 
Se tu sapessi com'è salato il mio palato,
quando inghiotto un pensiero inzuppato
nel latte caldo di ogni mio risveglio,
languido ed imburrato dal peccato
per non avere te nella mia bocca...
Se tu sapessi com'è soffiato il battito
del cuore mio, afono e stonato,
quando affanna il tempo zavorrato di un blues...
Arrangia i giorni, i mesi e gli anni...
ed io non ci sto più, neppure nei miei panni.
Se tu sapessi l'odore che sospiro
ed il colore delle notti in bianco,
passate a sceneggiare sogni con cinico puntiglio,
per essermi convinta che gli occhi sono chiusi
e tutto il resto è la vita che sbadiglio.
Se tu sapessi quanto io so di te,
sapresti quanto ti amo... e che non ci conosciamo.
Sapresti le parole che invento per il vento
e dei sorrisi che lascio galleggiare
in poca acqua perchè non so nuotare.
Se io sapessi che tu sei solo una mia idea,
la compagnia di una poesia mai scritta,
l'eco fasullo del silenzio nel vuoto di una stanza...
Porrei tra i seni un bianco crisantemo,
per aver perduto alfine la speranza.
 
 
 
eve
(testo di evelina ©)
 
 

Primula di Marzo

 
 
 
 
Come cani randagi vagabondano affamati i miei pensieri,
sfrattati dalla ragione,
brancolano nel buio quand'è giorno
e nell'intermittenza delle stelle, quand'è notte...
Reclamano autarchia per questa mia anima gitana,
che possa sopravvivere anche sotto un ponte,
al crocevia di una stazione
dove le vite degli altri vanno e vengono,
su binari indaffarati e indifferenti...
Il rispetto che il tempo mi deve,
stenderà tiepide ragnatele sulla mia assenza,
perchè ci son cose che non vanno viste,
nè udite, nè destate dal loro sonno.
Perchè se sarà ancora primavera,
io lo saprò da sola, come una primula di Marzo.
 
 
eve
(testo di evelina ©)
 
 

Affabulazione

 
 
 
Su palafitte di gelso
sopravvivono i miei sogni bacati...
Ostinati ed offesi,
tessono autarchiche ragnatele di seta trasparente,
stringono al cappio ogni parola udita,
affabulata e smentita.
Poi richiudono il cerchio,
celando in fondo il bandolo della matassa.
L'uomo di San Lorenzo è già altrove,
con le mie stelle cadute ed i suoi baci di Giuda.
Gli amori non sono mai facili,
intricati dedali spesso senza via d'uscita.
Chi ne entra e ne esce nella brevietà d'una estate,
calza sandali da spiaggia d'una effimera vacanza.
A lui non porgerò l'altra guancia,
perchè neppure io sono una Santa.
 
 
 
eve
(testo di evelina ©)
 
 
 

Biancofiore

 
 
 
Lei, non sa parlare che di sè,
un nuovo racconto che è sempre lo stesso.
Dalla cuprea chioma raccolta,
il bianco proscenio del suo viso...
E' impossibile concentrarsi su quel che dice,
il bianco ferisce gli occhi
come il baluginio di un coltello...
Si resta così, sanguinanti ostaggi della sua luce.
Dalla sua bocca spiccano il volo
variopinti colibrì di parole,
dal becco sottile a suggerti l'anima...
a cùpere il nettare del tuo stordimento.
Lei, non sa parlare che di sè...
e lo fa come una Dea,
come una lubrica puttana di Babilonia.
Dogmatica verità il suo bianco,
ambito coviglio le sue cosce dischiuse,
voluttuoso maremoto l'annegante sguardo suo,
inabissante immediatezza...
Biancofiore delle mie rosse prigioni,
ora che nasco posso anche morire
nell'indulgenza del tuo parlare di te,
come unica macchia del tuo bianco.
 
 
eve
(testo di evelina ©)

 

Il Danno

 

Dannevole amore mio...
Sangue del mio sangue,
profluvio di passione,
progenie della mia pazzia...
Sei il  mio peccato originale,
ma non cerco assoluzione,
perchè non v'è perdono
laddove la ragione stremata, si lascia cadere,
sorpassata e vinta dalla folle corsa di un delirio.
Eppure c'è il bianco del paradiso
nelle tue braccia aperte
e l'incensato odore a benedire le tue labbra...
La tua fame è ancora appesa al mio seno,
ma di fiele è il mio latte.
Nutro l'anatema di queste nostre vite,
perchè non posso fare a meno di sfamarti,
perchè non posso fare a meno di questa orgasmica sublimazione,
perchè non ci sarà mai di più oltre questo amore...
Ostaggi  di noi stessi,
incestati in questo letto di mangrovie...
Nell'interstizio di un sospiro spero,
che se mai la ragione ci ritrovi,
abbia la pietà di lasciarci
il segreto di un brivido Divino.

 

eve
(testo di evelina ©)

 

  Per un Film che ho tanto amato

 

 

                                       

 

Titolo originale: La Luna
Regia:
Bernardo Bertolucci
Anno: 1979

 

Dopo la morte del secondo marito, cantante italo-americana parte da New York per l'Italia col figlio adolescente Joe, quasi alla ricerca delle proprie radici, cercando vanamente di proporle a Joe perché ci si aggrappi. A Roma scopre che il ragazzo si droga e, nel disperato tentativo di recuperarlo, ha con lui un rapporto incestuoso. Incontro finale col padre del ragazzo. Film sul rapporto madre-figlio e sulla pulsione incestuosa che ne è il sottofondo fantastico, è fondato sul tema della mancanza (della figura paterna, ma anche materna, dunque dell'amore) e sul giuoco di specchi tra realtà e finzione, vita e spettacolo nelle forme del melodramma lirico.


 

Giro di "De"

   

 

Desertica notte
giungi a depascere il mio cielo,
determinata, devitalizzi i miei nervi.
Detonante il dolore,
lascia alla deriva il mio detritico cuore.
Despuma il sogno, detronizzato dalla realtà...
Desalate lacrime detergono le  mie parole
e resto vuota come un frutto depicciolato.
Devota alla tua tenebra,
devolvo a te la desuetudine di questa nudità...
Desnudata... desisto.

 

eve
(testo di evelina ©)


 

Nuda veste

 

 
Vestita di quello che nascondo...
Di attese sotto la gonna,
di pudori genetici e pudori raccontati,
di pallidi languori imbellettati,
di intima seta sopita su malnutriti desideri,
di passi affrettati e parole fedeli all' apparenza
Vestita di pensieri taciuti,
stringati al mattino insieme alle scarpe.
Vestita del mio sguardo...
il solo, autentico prodotto esposto.
 
***
Nuda di quello che a te non nascondo
di brividi a vergare le mie gambe,
di fragili sospiri di cristallo,
Nuda di premesse leccate,
di un sorriso sulla bocca golosa...
Nuda, assetata, affamata,
senza neppure  più memoria,
con occhi vergini respiro lo scirocco del tuo sguardo...
Nuda  e sudata  di vita.
 
eve
(testo di evelina ©)
 

 
 
 ***
 
Ad ognuno il suo...
 
                                           ( Maya )                                                      (  Maya_li )

 

la sostenibile leggerezza di averti addosso

 

 

 

Averti addosso come un pensiero di primavera...
Come un sospiro trattenuto dall'attesa
come un sorriso nascosto
come l'anticipato gusto dell'aspettativa
come un brivido ghiacciato
come un desiderio sudato
come uno spicciolo nella tasca
come uno sguardo assolato
come l'ombra di un'aquilone
come una canzone
come i miei passi di zucchero filato...
Averti addosso come un odore,
come un colore, come un sapore...
Averti addosso...
...e sentirmi più leggera di una briciola di pane.

 

eve
(testo di evelina ©)