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____________________Lettera di Sola Andata____________________
Stai lontano da me Cavaliere e Poeta, Ladro soprattutto d'entrambi i titoli, ch' ormai con nessuna fatica potrei smontare con i fatti delle tue azioni che inquinano persino le parole che io ho scritto per te !
Stai lontano da me e cresci! diventa almeno un Uomo impara a non camminare su orme che non t'appartengono ricalcando le mie ispirirazioni, i miei sogni, i miei giochi, persino i miei colori e le mie parole.
Stai lontano da me ed impara ad onorare con la coerenza le parole che svendi e che servono a venderti per quello che non sei. Paludato cavaliere senza onore, che del tuo opimo verbiar lasci all'assenza dei fatti il misero dileggio d'una sterile burla.
Ero riuscita a salvarti nonostante tutto, nonostante la codardia d'avermela fatta alle spalle e non aver avuto poi, il coraggio di dirmelo negli occhi, nonostante l'esserti negato al confronto che mi dovevi.
Ero riuscita a salvare soprattutto il senso di tutte le parole c'ho speso per te, convincendomi di credere che almeno per esse, vi fosse il Paradiso dei giusti propositi, il giardino terrestre dove riposano i sogni deceduti.
Ma non ti è bastato, hai voluto continuare le tue orazioni, senza mai pentirti, senza mai chiedere perdono almeno a te stesso, sostituendo per questo, la veste del Cavaliere per quella d'un errante incompreso persino da compatire, hai procurato dolore pretendendo d'essere curato.
Ero io che stavo male e nessuno m'ha chiesto come stavo, neppure una delle tue tante parole spese per il vento e per altre donne ignare, già condannate a crederti, m'ha mai raggiunta con la presenza d'un coerente affetto.
Io me ne ero accorta di quanto carnacialesca fosse la tua "cavalleria" oh! se me n'ero accorta! Ma ho voluto lo stesso darti un'opportunità, la più preziosa, quella di amarmi e di poterti voler bene per questo. T'ho smascherato ogni piccolo "raggiro" di parole, quando negavi pure di fronte all'evidenza l'infantile verità.
Ora che sei di un'altra, impara a giocare con lei, ricalca le sue impronte, le sue ispirazioni, i suoi sogni, concedile i poetici commenti, almeno quelli ch'è più facile da poter dire on-line e lascia stare per sempre il mio trenino e la brevietà d'un viaggio che mi gira intorno.
eve_lou_nica
testo di evelina © (16/10/2007)
(Questa lettera, è stata scritta dopo un anno di silenzio, lo stesso che cortesemente chiedo a chi legge e a chi con la scusa d'una risposta non richiesta ci voglia poi, aggiornare il proprio Blog... Grazie)

Mi chiedevo... Se la vita è solo partecipazione, indipendentemente dall'individuale percorso, più o meno fortunato e fruttuoso, perchè oberarci
con genetica dotazione, del cospicuo peso di coscienza
da portarci dietro... In fondo cosa resta di questo passaggio terreno ? La firma su un libro degli ospiti, che alterna pagine fatte di cielo
e di terra emersa e sommersa... Forse per diventare Dio, egli aveva bisogno di un'opima raccolta
di firme ? Posso arrivare a supporre che tale continuo riciclo di coscienze, possa servire a rendere sempre più agevole ed interessante il postero soggiorno di avventìzi viandanti, si ma a che pro tutto questo ?
Forse, dopo aver conquistato la luna,
ci sarà concesso di conquistare il Paradiso ? Ma se così fosse, Dio (o chi per lui), non teme d'esser spodestato da colui che si avvicinerà troppo al suo Regno? A meno che, non vi sia anche per Lui una limitata temporalità, che a noi appare infinita, ma che invece ha bisogno anch'essa
di un genetico riciclo, tanto rallentato,
quanto incalcolabile dalle nostre coscienze da pallottoliere, che ci fa credere di poter rivivere anche dopo la morte, in un infinito che forse, non ci apparterrà mai,
oppure, apparterrà soltanto a colui che Dio (o chi per lui),
vorrà quale suo successore. Dunque, la vita è la partecipazione di molti,
al servizio di un Unico Supremo Gestore... o forse Gestante... (!?) Speriamo che sia femmina ! Ne comprenderemmo la genetica volubilità di tale scherzo, ai danni delle nostre coscienze illuminate dalle lucciole e non
dalle lanterne.
eve
(testo di evelina ©)

Se invece di vivere in questa valle di lacrime vivessimo sulla luna, chissà che fine farebbero le lacrime... Forse risalirebbero tutte a Colui che ci ha voluti quiggiù con il verbo "scendere" da coniugare.
eve (testo di evelina ©)
Ho un caratteraccio ! Mi urta tutto ! Credo nell'individualità, ma spesso non sopporto l'originalità, soprattutto se allegorica. Apprezzo la cultura, ma la disprezzo se ostentata, per dire quello che alla fine dicono tutti con parole povere, ma almeno comprensibili. Riconosco la bellezza ed il valore di quello che i "giocolieri di parole" riescono a dire, ma allo stesso tempo detesto sentirlo citare. Per lo stesso motivo non credo nell'esistenza della filosofia. La vita, come la morte, al di la delle modalità e dei percorsi è uguale per tutti, conseguenziali sono i pensieri e le considerazioni di ognuno. Solo perchè qualcuno sa bene descriverli, non da origine a nessuna elaborazione filosofica. Preferisco trovarmela davanti la simpatia e riconoscerla da sola, piuttosto che annessa alle presentazioni. Mi urta tutto ! Persino le vacanze, che somigliano sempre di più a forzati inviti matrimoniali, scomodare armadi, valigie, ed aspettative, per andare a curiosare nei paesi degli altri... Neppure con il gusto di farlo di nascosto, ma sotto l'occhio di bue di un sole con troppe interruzioni pubblicitarie. E poi io non sono curiosa ! Mi fido dei libri di geografia e dei miei sogni. Mi urta tutto ! Non sono affatto ospitale, nè potrei mai stare bene in casa d'altri più di quanto stia bene nella mia. Non rispondo al citofono, perchè non sopporto le improvvisate, ma tanto detesto pure i preavvisi, mi costringono ad inventare scuse per dire che non ci sono tutto il giorno e che è un periodo in cui sono impegnatissima... Si... impegnatisssima è vero ad evitare le rogne. E che dire dell'amica delle elementari che non sò come diavolo abbia fatto rintracciare il mio cellulare, per invitarmi ad una penosa festa di classe... Oddio... Ma perchè invece non pensano a sè stesse e a smetterla di farsi le unghie bianche alla francese ! Per non parlare degli "uomini".... che hanno scoperto le pinzette per le sopracciglia, e finiscono tutti col sembrare imparentati a Mina o nel peggiore dei casi a Moira Orfei... (ihihihihih) Non sopporto i vegetariani, i salutisti, gli ecologisti, gli animalisti, i comunisti, le categorie assolutiste in genere e pure la democratica procedura per cui adesso in chiesa ti ritrovi la vicina di casa che ti legge il sermone e ti offre il corpo di Cristo come se ti offrisse il caffè. E quelli che ti chiedono il titolo dell'ultimo libro letto o del film visto, come se bastassero a darti il diritto di esserci. Chissà come la prenderebbero se gli dicessi dell'ultimo sito pornografico, che per caso mi si è aperto da google e su cui ho trascorso un intero pomeriggio di riflessione su certe "mancanze", ma forse, proprio una certa "sinistra" che detesto mi salverebbe dalle critiche, in fondo per loro tutto o quasi fa "cultura".
(testo di evelina ©)
Ho perso i giorni per stare dietro alle notti... Ho perso il rosso del sole nei capelli il sapore del mattino nella bocca le strade e con esse i miei passi il profumo del pane fresco il chiarore dei colori i sapori da mandar giù... Ho perso i saluti sui marciapiedi
e le facce delle persone la compagnia dei vestiti l' ordine di tutte le mie cose il tempo della musica il tempo delle pause schiumate nell'acqua. il tempo perso a far qualcosa... Ho perso appuntamenti
e la sorpresa dei reincontri le parole che spengono ed accendono il sorriso la sincronia con la vita degli altri... Ho perso le vertigini dei baci
e le sospensioni degli abbracci... Ho perso tutto per stare dietro alla notte... Tutto... per guardare da sveglia i miei sogni.
eve (testo di evelina ©)

Ed è per uno sguardo così che vale la pena di vivere...
Buon Compleanno Mamma !
Ci sono persone che con tanta facilità elargiscono parole apparentemente ossequiose e ben "vestite". Parole prese in prestito al loro autentico significato
ed usate chissà perchè e chissà per quale scopo,
se affrettatamente poi, non se ne tiene fede. Con quanta leggerezza si arriva a dire "ti amo"...
"sei la persona più importante della mi vita"... Addirittura... "senza di te la mia vita non avrebbe senso"
"vivo per te" e "con te mi sento vivo per la prima volta"... "per te farei di tutto"... eccetera... eccetera... Girandole di frasi ad effetto speciale.
Quanto misero ed assente
è poi l'incoerenza del relativo comportamento. Mi chiedo, ma se si è già pronti per la fuga,
perchè star li a sprecar fiato
dissacrando parole che dovrebbero portare
con sè la sacralità del sentimento che esprimono ? Perchè non costa niente un mare di parole
e tanto costa dare una risposta ? Forse le parole sono davvero gratuite,
mentre alto è il prezzo del rispetto di una risposta. Chi ha pensato di darci il "dono della parola"
non ha pensato al "dono della risposta". D'altronde perchè prendersela con un comune mortale
che non sà o non vuol rispondere, se qualcuno più in alto di ognuno di noi,
ci ha lasciati a questa vita
con un bagaglio di domande senza risposte. Eppure si continua a credere o a convincerci di credere
che Dio c'è... e chiamiamo destino
quel che Dio ha dimenticato di firmare. Così pure continuiamo a credere alle parole,
anche quando chi le dice si dimentica di averle dette... E si resta li senza risposta,
con in mano un Vangelo ed un Vocabolario.
(testo di evelina ©)

Sono altrove,
quando si pretende che io stia in un determinato "posto", quando l' orologio segna un tempo solo mio. Sono altrove, quando racconto di me e chi ascolta
fa il correttore delle bozze della mia vita... Quando ci mette parole come "tu dovresti..."
"tu hai bisogno di ..." "tu sei... tu non sei..."
"se io fossi in te..."
Ma nessuno può essere me,
nè io posso essere qualcun altro.
Una delle poche cose che davvero ci appartiene
è la nostra legittima unicità. Un racconto va solo ascoltato,
i commenti , i consigli, le interpretazioni,
dovrebbero sempre partire da una esplicita richiesta
e prima di esser dati andrebbero incipriati
del pudore dovuto...
Sono altrove, anche quando sembra che io ci sia. Sono altrove con i pensieri, con i desideri, con i sogni... Sono altrove anche quando cammino,
convinta di poter udire i passi della mia ombra. Sono altrove se dormo e lo sono se sono sveglia Sono altrove nel disappunto.
Ma posso non esserci anche se dico di "si" Sono altrove se non sono "riconosciuta"
e nell'altrove mi rifugio per far si che almeno io mi riconosca... Sarà perchè la coscienza di me ed i tempi autonomi dei pensieri che faccio, sono tempi a parte, o sarà solo perchè l'essere "altrove" è il più grande lusso che mi voglio permettere... Non lo sò, non posso rispondere e non mi va più di pensarci...
La chiudo qui... Sono già "altrove".
(testo di evelina ©)
Aggiunto il 16 settembre 2006
Sono le aspettative ad occupare i posti a sedere, lasciando in piedi gli a_spettatori. Desertico proscenio d'una istrionica assenza già annunciata alla partenza. Digiuno, dal dietetico finale.
...Se solo riuscissimo a saper "guardare" le cose, non solo con gli occhi, ma anche con il cuore, ridando voce allo spirito della nostra giovinezza, arricchito dei ricordi di oggi e di una più matura consapevolezza... Riusciremo a trovare la giusta via, nell'intricato dedalo di questa avventura chiamata vita... Davanti a noi, si dispiegherebbe luminoso il percorso per un destino migliore... Ed il nostro cuore, non sarà mai stanco, nè vecchio.
eve (testo di evelina ©)
Mi piace l'idea di avere un mio spazio,
la parola "spazio" fa pensare in grande.
Eppure lo spazio che riusciamo ad occupare
nella nostra vita è così minuscolo
ed è forse per questo che ci piace immaginare
di averne di nostri,
dove spaparanzarci comodi comodi
nell'estensione di una frase pensata e poi scritta.
Così, da soli...
Senza dover sgomitare e correre
come quando si va al cinema
e si cerca di farci largo tra la folla
per occupare quello che per noi
è il miglior "spazio" di veduta e di seduta.
Nel proprio spazio c'è un cielo tutto nostro,
un sole tutto nostro, una luna,
ci sono le stelle e magari un prato
ed un albero tutto nostro...
Nel proprio spazio c'è l'ombra della mano che scrive
e la luce di un pensiero che nasce.
(evelina)

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